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Cara Morena

Cara Morena,

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ti immagino lontana, ma so che stai vivendo quello che stiamo provando noi. Per questo ti sento vicina.

Penso a quanto tutto è iniziato, ti chiamavo per capire come andava laggiù e mi consolavo pensando che stavate meglio di noi. Ora invece siamo tutti in una situazione di grande emergenza.

 

Rifletto sul concetto di bene comune, certa che tu mi capirai perché sai bene di cosa parlo. Cosa significa mettere al centro le persone, la solidarietà, l’ambiente? Cosa significa bene comune? Per me, benessere della collettività significa mettere al centro le persone e le risorse comuni, l’ambiente, la natura, il nostro patrimonio artistico, ma anche la sanità e l’istruzione pubblica e tutto ciò che rappresenta un patrimonio collettivo. Significa tutelare, in primis, le persone più fragili, quelle che hanno bisogno di un supporto, che hanno fragilità psichiche, economiche, che non possono essere lasciate sole.

 

Finché non capiremo, in tanti, che il bene del singolo è legato al bene della comunità, non potremo migliorare. In particolare oggi, dove la privazione della mia libertà ha proprio la funzione di tutelare la libertà di tutti. In altri termini, la privazione della libertà di tutti, ci renderà liberi, ci restituirà la libertà che abbiamo perso. Se metto davanti il bene collettivo al mio, individuale, stiamo tutti meglio.

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Siamo pieni di risorse, il tempo sospeso ha fatto emergere quelle nascoste e non dovremo dimenticarcene quando tutto sarà tornato alla normalità. Non so quale sia la normalità, ma so che non è quella in cui vivevamo prima. I sacrifici che stiamo facendo ora devono far emergere ciò che è essenziale. 

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E se da ogni crisi nasce un’opportunità, non perdiamo quelle che stanno nascendo ora, sono preziose. Manteniamo la capacità di accoglienza, di sacrificio, di solidarietà, alleniamole perché al rientro dal tempo sospeso, dovranno essere ancora più forti e il bene della collettività dovrà davvero stare al centro.

 

Elena Romano

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